A.V.A.

L’Associazione Valdostana Autismo è un Onlus di diritto di cui alla Legge 11 agosto 1991, n.266 ed è regolarmente iscritta nel Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato con Decreto del Presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta n.583 del 21.07.2003 (prot.25798 Ass.).
Nasce dall’unione di genitori di ragazzi affetti da autismo con il desiderio di costituire un gruppo che, nel condividere condizioni simili, vuole combattere insieme per affrontare con vigore il disagio delle problematiche legate alla sindrome ed, inoltre, trovare serenità, equilibrio, energia e speranza.
Gli obiettivi che l’A.V.A. si è posta sono molteplici e tutti finalizzati a migliorare la qualità di vita delle persone autistiche e delle loro famiglie.
L’Associazione collabora attivamente con gli enti preposti ai tavoli di lavoro (Ass.to Reg.le Sanità, Salute e Politiche Sociali, Ass.to Reg.le Istruzione e Cultura, U.S.L., Comuni, Comunità Montane, ecc.) per ottenere un miglioramento dei servizi già esistenti e per la creazione di quelli mancanti.
Sul territorio Valdostano, attualmente, le famiglie che vivono il problema della sindrome sono circondate costantemente da figure preposte (Dott. Giovanni Voltolin - neuropsichiatria infantile, logopedisti, psicomotricisti, educatori, Scuole, Uffici Regionali, Comunali ecc.) che con grande professionalità e solidarietà cercano di soddisfare le esigenze di chi è affetto e dei loro cari e di offrire un’adeguata assistenza nell’ottica di migliorare la qualità di vita degli stessi.
Contattando l’Associazione è possibile ottenere:

  • un’adeguata informazione sulla sindrome e le sue caratteristiche;
  • informazioni su cosa bisogna fare e sapere una volta ottenuta la diagnosi;
  • un orientamento nel mondo dei servizi e dei diritti esigibili;
  • adeguato sostegno psicologico alle famiglie.

I volontari sono disponibili ad incontri per parlare delle proprie esperienze e fornire la loro solidarietà ed aiuto.
“Poter confidare i propri problemi ed ansie nonché scambiare e condividere le reciproche esperienze, consente di essere meno soli ed impotenti verso la sindrome, di reagire e sollevare gli animi e, quindi, di fornire un maggiore sostegno ai nostri cari”.
“Con gran fatica ci si adegua al disagio ed accettare vuol dire prendere atto del problema, conoscerlo, essere informati e quindi agire, in base alle conoscenze raggiunte, al più presto possibile”.