T.M.A. - Terapia Multisistemica in Acqua

Che cos’è e cosa si propone (definizione, riferimenti teorici, obiettivi…)

La TMA è una terapia che usando l’acqua come attivatore emozionale, sensoriale, motorio, capace di spingere il soggetto con disturbi della comunicazione e autismo, ad una relazione significativa, permette di entrare in contatto, con bambini che presentano difficoltà sociali e poca motivazione ad apprendere e modificare i propri schemi comportamentali disfunzionali, in un ambiente ludico, quale è quello delle piscine pubbliche. Essa utilizza come modelli teorici di riferimento la Teoria dell’attaccamento di J. Bowlby, l’Holding Winnicottiano, la Sintonizzazione di D. Stern. La Terapia Multisistemica in Acqua (T.M.A.) nasce proprio con l’obiettivo di inseririrsi in un progetto riabilitativo globale dove gli aspetti relazionali, emotivi, e di integrazione sociale  possano avere per la persona affetta da disturbo generalizzato dello sviluppo e autismo una grande importanza nel processo riabilitativo, tenendo conto delle predisposizioni di ogni singolo individuo e dei suoi deficit.
Le tecniche natatorie e le capacità acquisite durante l’intervento, vengono utilizzate come veicolo per raggiungere obiettivi terapeutici e attuare successivamente anche il fondamentale processo di socializzazione e integrazione con il gruppo dei pari.
Questo tipo di intervento  può permettere a tanti bambini autistici di usufruire di ambienti pubblici e stare quindi a contatto con i loro coetanei con cui poter giocare ed al contempo di valersi di operatori che attraverso un programma individualizzato possono raggiungere con il bambino importanti obiettivi riabilitativi. Questo particolare approccio  facilita la gestione delle emozioni e l’integrazione sociale, favorendo allo stesso tempo la rieducazione e la modificazione degli schemi cognitivi, comportamentali, comunicativi, emotivi e senso-motori.

Su che cosa si basa

Questa metodologia è fondata sul rapporto umano ed è finalizzata alla rieducazione ed alla modificazione degli schemi cognitivi, comportamentali, comunicativi, emotivi e di interazione sociale reciproca. L’intervento quindi agisce o può agire sull’attenuazione dei sintomi, modificando positivamente i processi comunicativo-relazionali, e inducendo importanti cambiamenti interni (crescita e sviluppo del Sé) sul piano del comportamento e dell’interazione sociale.

Come viene applicato

Si applica  attraverso la “pianificazione” di un intervento individualizzato e interpersonale, volto a influenzare i disturbi del comportamento con mezzi prettamente psicologici verbali e non verbali, in vista di un obiettivo elaborato, che può essere la riduzione dei sintomi o la modificazione delle capacità comunicative
La metodologia si articola attraverso 4 fasi (valutativa, emotivo-relazionale, senso-natatoria, dell’integrazione sociale), utilizzando tecniche cognitive, comportamentali, relazionali e senso motorie.

Chi lo pratica, in quali contesti

la TMA viene praticata da operatori formati e costantemente supervisionati. Gli operatori terapisti e tecnici possono essere: psicologi, logopedisti, psicomotricisti, terapisti della riabilitazione, pedagogisti, istruttori di nuoto. Possono diventare supervisori: psicologi, psicoterapeuti neuropsichiatri infantili.
Viene praticata nelle piscine pubbliche da psicologi, terapisti e tecnici che comunque lavorano in equipe alle quali prendono parte anche neuropsichiatri infantili.

Chi lo ha elaborato, in quale anno, in quale paese, in quale ambito

Frutto di più di sedici anni di esperienza con bambini con autismo, disturbi generalizzati dello sviluppo ed altre patologie il metodo è stato ideato ed elaborato in Italia, da tre psicologi, i dottori Caputo Giovanni, Maietta Paolo e Ippolito Giovanni, quest’ultimo già autore insieme a Maria Lucia Ippolito e Michela Gambatesa della Favola “Calimero e L’amico Speciale” racconto didattico per l’integrazione nella scuola dei bambini autistici, che ha ricevuto tre premi letterari.
Il libro “La Terapia Multisistemica in Acqua, Un nuovo approccio terapeutico per soggetti con disturbo artistico e della relazione. Indicazioni per operatori, psicologi, terapisti, genitori” è stato pubblicato dalla Franco Angeli nel 2008.

A chi è stato rivolto

Prevalentemente a bambini con autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo.

Per quali fasce d’età

Tutte, anche se evidentemente si ottengono più risultati con un intervento precoce.
la TMA è stata  sperimentata su un gruppo di soggetti che hanno un’età compresa tra i 2 e i 25 anni di età ed ha sortito un ottimo effetto.

A quali tipi di patologie è stato allargato

Le diverse patologie  a cui può essere rivolta la TMA:

  • Autismo
  • Disturbo pervasivo dello sviluppo
  • Ritardo mentale
  • Disturbo iperansioso dell’infanzia
  • Disturbo dell’attenzione e dell’iperattività
  • Disturbo reattivo dell’attaccamento
  • Fobia specifica dell’acqua
  • Fobia sociale
  • Disturbo della condotta
  • Disturbo oppositivo provocatorio
  • Psicosi
  • Sindrome di Down
  • Disturbi Motori

Valutazione di effetti in diversi contesti

  • aumento dello sguardo diretto;
  • aumento dell’espressione emotiva (riconoscimento della paura, rabbia, felicità, vergogna);
  • aumento delle posture corporee e dei gesti che regolano l’interazione sociale (capacità di scambio,
  • turnazione, posizione del corpo in acqua ed interazione con il terapeuta);
  • aumento della ricerca spontanea e intenzionale della figura di riferimento (riconoscimento e ricerca
  • intenzionale del terapeuta, capacità di differenziazione tra terapeuta ed altre figure)
  • aumento della condivisione del gioco;
  • aumento della reciprocità sociale (condivisione delle regole sociali, riconoscimento del gruppo di appartenenza)
  • aumento della capacità di sviluppare relazioni con i coetanei
  • diminuzione dei comportamenti problematici (auto- ed etero- aggressività)
  • aumento delle capacità imitative;
  • aumento della capacità attentiva e dei tempi di attesa;
  • aumento dell’autostima:
  • aumento comunicazione verbale e non verbale;
  • aumento dei contatti corporei;
  • canalizzazione  dell’aggressività in maniera funzionale;
  • miglioramento  dell’autonomia personale;
  • stimolazione delle capacità psicomotorie,

Ripercussioni in ambito familiare, scolastico o altro

la TMA riesce ad avere anche notevoli benefici in ambito familiare. Il genitore che vede il proprio bambino/ragazzo effettuare un’attività sportiva insieme agli altri modifica le sue percezioni rispetto al figlio diversamente abile e questo innesca circoli virtuosi che facilitano la relazione e la comunicazione intra ed extrafamiliare. Infatti una volta acquisite capacità sia senso-natatorie che relazionali il soggetto che effettua la TMA si sente capace di fare delle cose come gli altri.
I progressi percepiti dai genitori riguardano soprattutto gli aspetti affettivi, relazionali e comunicativi. Inoltre hanno dichiarato miglioramenti nella coordinazione, nella deambulazione ed equilibrio. Si sono registrati miglioramenti anche nei  tempi d’attesa, nell’attenzione, nella concentrazione sui compiti. Diminuisce l’aggressività, e migliorano, conseguentemente  anche le relazioni amicali a scuola e parentali.

Critiche

Il metodo non deve essere l’unico intervento, ma va inserito in un contesto terapeutico e educativo globale.

Per altre informazioni www.terapiamultisistemica.it, www.terapiatma.it

Bibliografia

  • American Psychiatric Association, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, DSM IV, Masson, Milano 1994.
  • Bowlby J., Attachment and Loss, vol.1 Attachment, Hogarth Press, London 1969 (trad. It. Attaccamento e Perdita, Boringhieri, Torino 1976).
  • Bowlby J., Attachment and Loss, vol. 2 Separation, Hogarth Press, London 1973 (trad. It. Attaccamento e Perdita, Boringhieri, Torino 1976).
  • Caputo G., Ippolito G., Maietta  P., La terapia Multisistemica in Acqua, Milano, Franco Angeli Editore 2008
  • Stern D.N., The first relationship: infant and mother, Fontana, Open Books, London 1977.
    Winnicott D., Sviluppo affettivo e ambiente, Armando, Roma 1970.