A.B.A.
(Applied Behavioural Analysis – Analisi applicata del Comportamento)
Fra gli interventi per l’autismo attualmente più in auge ci sono i programmi basati sull’analisi applicata del comportamento del bambino. Attraverso osservazioni rigorose, il comportamento viene scomposto in tante piccole unità osservabili in modo che chiunque possa “misurarlo” in termini oggettivi, evitando superficialità ed equivoci sull’interpretazione del comportamento in esame.
L’approccio comportamentale fornisce in questo modo un metodo e delle strategie scientificamente provate, per insegnare, correggere o far scomparire i comportamenti obiettivo.
Per analizzare un comportamento, si osserva sempre:
- ciò che accade immediatamente prima (antecedente)
- il comportamento stesso (comportamento)
- la conseguenza immediatamente successiva (conseguenza)
- il contesto (definito in termini di luogo, persone, materiali, attivitá o momento del giorno) in cui il comportamento si verifica.
“Manipolando” l’antecedente o la conseguenza, il comportamento tenderà ad aumentare, a diminuire, a scomparire o a rimanere costante di frequenza e di intensità, in base all’obiettivo che vogliamo insegnare o correggere.
Tutto verte su una serie di “premi” (rinforzi) assegnati al bambino, una serie di suggerimenti o sollecitazioni (prompting) che via via verranno sfumati (fading) e il modellamento (modelling) del comportamento stesso. L’obiettivo è che il bambino abbia sempre successo, in modo da far salire sempre più la sua motivazione a collaborare con il terapista o con il genitore.
Fondamentale in questo approccio è che ogni singola acquisizione venga successivamente generalizzata in ogni ambiente in modo naturale.
Questo approccio prevede la partecipazione attiva della famiglia, della scuola e di tutte le figure che ruotano attorno al bambino.